….. ricostruire il mosaico

Lodi, 15/03/09

Egregio Signor Buccellato,
abbastanza casualmente in una delle mie rare sortite per sistemare alcuni oggetti di famiglia presso la casa di mia madre (spentasi purtroppo l’antivigilia di Natale del 2007), ho trovato la Sua lettera, che mi ha sorpreso ed emozionato. Sì perché, attraverso il Suo scritto, mi è parso di sentire una voce nota, quella di un grande amico di mio padre, da lui ricordato in vita sempre con espressioni di sincero affetto e simpatia.

Proprio in questi giorni stavo raccogliendo e riordinando alcuni suoi “ricordi” (documenti, attestati, fotografie, ecc.) verificando tuttavia che la mia ricostruzione dei fatti era piuttosto incerta e lacunosa. Per questo la comunicazione dell’esistenza di un Suo libro “La mia guerra” con notizie certe e di prima mano, mi ha riempito di gioia e di aspettativa. Sono pertanto in attesa di poter leggere la Sua opera, fiducioso di avere in lei una fonte sicura a cui poter attingere anche in caso di persistenti dubbi o incertezze riguardo a quel lontano periodo in cui ancora non ero nato.

Sperando che questa mia lettera possa riannodare, almeno nel caro ricordo di mio padre, un’antica amicizia che mi piacerebbe tenere viva, La prego per ogni comunicazione di riferirsi al seguente indirizzo: (segue indirizzo)

Nell’attesa di Sue notizie, La saluto con molta cordialità.
Alberto Raimondi

Lodi, 23/03/09

Caro Sig. Buccellato,

sabato scorso, con la posta, ho ricevuto il Suo libro e da quel momento non ho fatto altro che tenermelo vicino per leggere un capitolo per volta fino ad arivare, prima di sera, all’ultima pagina!

Non può immaginare quanto piacere mi ha fatto il Suo dono e quanto sia riuscito a dare un senso e una chiarezza nuova alle mie incertezze riguardo a quel periodo bellico e alla ricostruzione, alquanto approssimativa, che ero in grado di farne.

Il Suo scritto, sempre così puntuale e circostanziato, l’ho quindi “bevuto” d’un fiato, anche se ora mi riprometto di riprenderlo con calma e di “centellinarlo”, pagina per pagina, come merita.

La ringrazio anche per il Suo ricordo di mio padre, così pieno di stima e affetto, e delle tante notizie che riporta sul suo conto, in parte a me note, ma in verità così disarticolate da rendere difficile la comprensione del quadro complessivo degli eventi: insomma, avevo qualche tassello sparso qua e là e Lei mi ha aiutato a metterli insieme, consentendo di ricostruire il mosaico.

Dalle Sue lettere e da accenni contenuti nel Suo libro mi comporta sapere che è in buona salute e che oggi, se non sbaglio, festeggia il Suo 93° compleanno: purtroppo non mi soccorrono strani numeri cabalistici (11-11-11 ricorda?), ma voglia comunque gradire i miei auguri più cari e affettuosi

Alberto Raimondi

Lodi, 31/03/2009

Caro Signor Buccellato,

ho ricevuto ieri la Sua graditissima lettera e subito Le rispondo. Come Le avevo anticipato, era mia intenzione rileggere, con calma e con i tempi giusti, il Suo libro “La mia guerra” che ad una rilettura mi è sembrato ancora più bello.

Non solo, come Le dissi, per l’emozione di riscoprire vicende quasi dimenticate della vita militare di mio padre, ma anche per essere riuscito a comprendere nel loro insieme quelle lontane vicende, raccontate sempre con rigorosa coerenza e verità storica da testimone diretto come Lei, che ha anche il dono di saperle presentare al lettore con uno stile chiaro, scorrevole e molto aderente alla materia trattata.

Durante la rilettura mi ero anche dotato di una matita e di una cartina geografica dell’Europa, dove ho tracciato tutti gli spostamenti dei protagonisti di quella singolare “odissea” a partire dall’imbarco a Bari fino al sospirato rientro in Italia; una ricognizione per me finalmente attendibile, con le numerose fotografie, conservate da mio padre al riguardo, che mi facevano da commento visivo alla sua narrazione.

Un’infermiera polacca, poi, che lavora nel mio servizio presso la Fondazione Danelli di Lodi, mi ha dato anche qualche notizia in più circa le località dove erano situati i campi di concentramento polacchi da Lei menzionati e su quanto di essi ora rimane nella memoria collettiva della sua gente.

Insomma, un’esperienza di lettura molto piacevole, completa e istruttiva, che mi auguro sia destinata ad andare oltre la cerchia dei parenti e degli amici, per poter diventare oggetto di documentazione e di studio anche per tanti giovani che probabilmente non conoscono bene le vicende oggetto del Suo libro.

Ora anch’io voglio aggiungere qualche notizia da parte mia: ho sentito tante volte mio padre parlare di Lei con stima e affetto e credo che quel suo viaggio in Sicilia fatto, tutto solo, per rivederLa, sia stato l’unico del genere in tutta la sua vita, conclusasi a quasi 78 anni, in maniera improvvisa, per un’emorragia cerebrale. (seguono notizie personali che ometto)

In attesa di poterLa rileggere appena possibile, Le rinnovo i miei saluti più cari e affettuosi.

Alberto Raimondi

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