Un ringraziamento all’Autore

Non mi era mai capitato di leggere un libro tutto d’un fiato.

Questa storia, di un uomo costretto alla guerra suo malgrado, pur essendo priva di episodi eclatanti, di eventi straordinari, di eroismi fantasmagorici, mi ha attanagliato dalla prima all’ultima pagina; e quando le pagine stavano per finire ero quasi dispiaciuto, avrei voluto che non finisse mai.

Ma cosa c’è di tanto straordinario in questo racconto? C’è la storia di un uomo equiparabile a quella di milioni di altri italiani che loro malgrado sono stati costretti alla guerra.

Costretti a farla ed a patirla, lo hanno fatto per senso di patria e di ubbidienza, per senso del dovere nei confronti di superiori inetti, incapaci, privi di scrupoli, che non sono stati in grado di fare il loro dovere, neppure dopo, quando la guerra è finita.

Questi notabili, che dovrebbero essere guidati spontaneamente da umana solidarietà, continuano nella loro miseria mentale a speculare, a nascondersi dietro una burocrazia becera, che premia gli incapaci, quelli in malafede, quelli che la guerra non l’hanno vissuta e, tutt’ora, continuano a farla combattere e patire agli altri, loro piuttosto speculano e sguazzano nella sofferenza altrui forti “del potere conferitogli dallo Stato”.

Ma il nostro Autore ci insegna a vivere, a sopravvivere, con dignità ed a testa alta anche nei momenti più drammatici e difficili, ci dà l’esempio di come interpretare in maniera personalissima e corretta quelle che sono le direttive dall’alto riuscendo ad affrontare dignitosamente ogni circostanza bella e brutta. Questa la forza degli italiani in guerra, la capacità di “arrangiarsi” in ogni circostanza, senza disperarsi o scoraggiarsi, riuscendo persino a trovare qualche cosa di buono o di poetico nel degrado assoluto di un campo di concentramento.

Questa la forza di Girolamo Buccellato, che reputo il vero eroe dell’ultima guerra. Perché egli non è eroe che ha ucciso un numero sterminato di nemici, ma è eroe proprio perché non li ha uccisi e perché non voleva la loro morte; è eroe perché non ha esaltato i falsi valori della patria versando il sangue nemico, ma ha conservato e difeso i veri valori dell’uomo che sono la dignità, l’amore per il prossimo, l’onestà, la solidarietà, la famiglia.

Voglia questo libro essere una guida per i giovani che non hanno patito le sofferenze e le miserie della guerra e che vivono nella “troppa abbondanza” abbagliati dai falsi valori del consumismo; l’insegnamento del maestro Buccellato ci invita nel nostro piccolo a coltivare i veri valori della vita, a non perdere di vista il vero scopo dell’uomo: guardare in avanti, verso l’evoluzione dell’umanità.

Domenico Barone

Questa voce è stata pubblicata in La parola ai lettori. Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>